Un nuovo orizzonte

 

Che ci piaccia o no, siamo noi la causa di noi stessi.

Nascendo in questo mondo, cadiamo nell'illusione dei sensi;

crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.

Allora ci assale la paura e dimentichiamo che siamo divini,

che possiamo modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco...

(Giordano Bruno)

 

La scienza noetica è una scienza di frontiera che indaga l'influenza dell'intelletto sulla materia.

L'oggetto di studio è costituito dalla coscienza e dalle sue relazioni con il mondo esterno e l'assunto di base è che il pensiero e la coscienza esercitano una diretta influenza sulla realtà fisica.

La scienza noetica si appoggia sui principi della fisica quantistica e sulle loro implicazioni, ritenute fondamentali per la comprensione di tutto il mondo fisico e degli esseri viventi, umani compresi.

A differenza dei classici modelli scientifici, in quest'ambito la coscienza e le capacità extrasensoriali sono considerate non come oggetti di indagine estranei all'ambito scientifico ma, al contrario, come fenomeni indagabili ed osservabili.

La scienza noetica si basa sul superamento della visione positivista della scienza, che conferisce alle cose un'esistenza oggettiva, governata da leggi deterministiche.

Alla radice di questa nuova scienza vi è la considerazione, supportata da numerosi studi sperimentali, che i tradizionali modelli non siano sufficienti a spiegare in modo esauriente i fenomeni del mondo fisico; gli “scienziati di frontiera”, a seguito dei risultati ottenuti dall'analisi della relazione tra mente e materia, ritengono necessario un cambiamento di paradigma scientifico che promuova una nuova comprensione del funzionamento dell'universo. 

Un sostanzioso corpo di studi e ricerche che hanno indagato, con risultati spesso sorprendenti, le implicazioni della fisica quantistica nei vari campi del reale e gli effetti delle intenzioni sul mondo fisico, suggeriscono che la tradizionale visione di una realtà costituita da elementi materiali, stabili ed indipendenti tra loro offra insufficienti possibilità esplicative.

 

Il termine noetico deriva dal greco antico noùs, che significa intelletto, mente.

Noetico può essere dunque descritto in linea generale come “ciò che riguarda la mente”; la branca della filosofia che si occupa di noetica affronta i temi relativi al pensiero, all'intelletto umano e divino e ai suoi legami con il mondo naturale.

In diversi ambiti, dalla filosofia alla scienza, il significato della parola “noetica” si riferisce ad  una coscienza intuitiva, che rende possibile l'accesso a conoscenze in modo diretto ed immediato, oltrepassando dunque i confini dei nostri cinque sensi e valicando il potere della ragione

 

 

Filosofia e Noùs

Anassagora (496 a.C. - 428 a.C.) introduce il concetto di noùs attribuendo ad esso il significato di intelligenza divina. Nelle sue formulazioni, il noùs rappresenta il motore originario dell'universo, responsabile del movimento del mondo attraverso cui si forma la materia. Partendo dal caos originario, esso genera un mondo di cui fanno parte l'ordine e la bellezza della natura.

Anassagora descrive il noùs come lo spirito esterno alla materia, che pensa a se stesso e si autogoverna. Senza volerlo ordina e quindi crea il mondo, lasciando all'interno della materia una parte di se stesso.

Diversamente da altri filosofi, quali Socrate, Platone e Aristotele, Anassagora non attribuisce all'intelletto un'intenzionalità.

 

Dalla visione di Aristotele (384 a.C. - 322 a.C.) emerge una noetica concettualmente più vicina a quella attualmente considerata come conoscenza intuitiva.

Aristotele concorda con Anassagora sull'esistenza di un intelletto negli elementi naturali e negli organismi viventi; tuttavia se per Anassagora il rapporto tra noùs e materia si esaurisce nella spinta motrice che genera l'universo, per Aristotele il “motore immobile” non costituisce solo la forza scatenante ma anche la causa finale del mondo, poiché tutta la materia originariamente creata dall'intelletto continuerà a tendere ad esso. Aristotele introduce dunque un rapporto bidirezionale tra l'intelletto e la materia: l'intelletto crea la materia, che, riempiendosi di intelletto, tenderà continuamente ad esso, stabilendo un legame di reciproco scambio.

Nella sua logica, Aristotele parla di verità noetiche, ovvero di conoscenze universali, acquisite attraverso l'intuito, di per sé evidenti e che quindi non hanno bisogno di essere discusse. All'opposto, le verità dianoetiche si raggiungono attraverso la mediazione dei pensieri in rapporto tra loro.

Nella logica aristotelica coesistono dunque la logica del noùs e la logica dianoetica: la prima produce una conoscenza immediata ed intuitiva del mondo; la seconda rende possibile l'acquisizione di conoscenza attraverso il discorso ed il giudizio. A differenza della logica dianoetica, la logica noetica è libera dall'errore, poiché di per sé intuitivamente vera.

 

 

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